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Il tartufo fresco di Angelo domani a casa!

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Le regole ed i segreti dei cercatori di tartufi

Secondo la normativa di riferimento, per diventare cavatore di tartufi, è necessario ottenere il tesserino di idoneità che viene rilasciato dopo aver superato un esame.

Con il tesserino, in teoria, è possibile andare a cercare tartufi in tutto il territorio nazionale la verità è che ci sono regole non scritte di rispetto territoriale e, soprattutto, di esperienza e conoscenza dei luoghi.

Un’esperienza che si costruisce giorno dopo giorno, o meglio alba dopo alba.

Per andare a cavare tartufi, infatti, bisogna uscire di primissimo mattino, tra le 4 e le 5, e solitamente si rientra intorno alle otto, otto e mezza.
Questo vale soprattutto per il tartufo estivo scorzone, che si cava nei mesi più caldi cioè da aprile a giugno-luglio. Poi diventa troppo caldo, e anche al mattino presto i cani non ce la fanno a cercare e scavare, anche se gli si dà da bere costantemente.
La regola vuole che si esca al massimo un’ora prima del sorgere del sole e il rientro è consentito fino ad un’ora dopo il tramonto anche se, spiega Angelo, c’è chi la rispetta e chi fa il furbo e si anticipa per precedere gli altri.
Sempre per la concorrenza spietata, i cavatori custodiscono gelosamente le loro mete predilette:
la zona deve essere segretissima, soprattutto per  il tartufo bianco che è il più prezioso e non si può coltivare in nessun modo. Capita raramente, ma se si riesce a scoprire un posto nuovo, non ancora battuto, magari cambiando per caso la strada che si percorre solitamente, va tenuto ben nascosto facendo attenzione, ad esempio, a  parcheggiare la macchina lontana e non in vista… altrimenti, arrivano subito anche gli altri! Io qui nella zona ho un solo albero dove sono ancora il solo ad andare, me lo tengo ben nascosto!

Trovare tartufo nero è relativamente più facile, anche perché dove cresce, intorno all’albero la terra si secca creando una sorta di cerchio magico che indica il bottino sotto terra.
Qualcuno, sempre per precedere gli altri, va con la zappetta e inizia a scavare senza affidarsi ai cani: se loro non lo sentono vuol dire che il tartufo è acerbo e non vale la pena raccoglierlo. Ecco perché Angelo consiglia di scegliere sempre i tartufi un po’ scheggiati, con le tracce dei denti dei cani: sono i migliori, maturi al punto giusto, profumati e saporiti.