Riconoscere la qualità

Il nostro  lavoro in Terrevere.com, di mercanti di cibo e narratori delle sue storie legate alle persone ed alle Terre, ci porta ad affermare che ciò che caratterizza un luogo, una città, un Paese e la gente che lo abita, è il cibo ed il modo in cui si consuma.

Il modo di mangiare, nel senso più ampio,  è  quindi una delle più nobili espressioni culturali di un Paese.

Si usa dire “ho mangiato bene” oppure “lì si mangia bene” per indicare se un ristorante lavora  con qualità.
Ma quale qualità? E’ misurabile? Bastano le stelle per misurarla?

Riflettendo su questi temi e prendendo (ampiamente) spunto dalle riflessioni sulla book-line di Antonio Tombolini, abbiamo tracciato il profilo di una food-track, una traccia che rappresenta la nostra foodline  e identifica le caratteristiche della qualità.

Per farlo siamo partiti dall’identikit dei c.d. foodlovers.

I foodlovers, consumando cibo  in ambienti specifici, possono percorrere grandi distanze, viaggiando  attraverso praterie, colline e montagne seguendo, appunto, delle food-track.
Il nostro paese contiene un vasto sistema di tracciati del cibo, alcuni dei quali sono di pochi chilometri, mentre altri attraversano centinaia di chilometri, territori di diverse comunità che hanno tradizioni e culture gastronomiche differenti.
Tuttavia questa diversità, per i food lovers, non rappresenta affatto una barriera, se sarà lo spirito creatore dello chef  a costruire una melodia multisensoriale, creando valore dalla diversità stessa.

Il filo conduttore di questo tracciato  è l’autenticità,  che i foodlovers sanno riconoscere.

I food-lovers sono consapevoli,  sono  capaci di  distinguere ma anche di  fondere,  abbattendo le diverse frontiere del gusto. In questo modo  riescono a  conoscere e riconoscere quelle culture, quei territori come se fossero proprio lì in quel momento.

Una food-track ha una direzione  chiara, tale per cui percorrerla in modo non corretto potrebbe avere effetti devastanti: partire dalla meta senza tener conto dell’origine  può contribuire a perdere quella specifica traccia.
I food lovers sono bravi a riconoscerla ed a percorrerla nel modo giusto preservandola e mantenendo in  vita i territori da cui è attraversata.

Quindi la qualità?
Chiedetelo ai food-lovers!

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