Il Blog di Terrevere

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Conchiglie o Abissine?

francescotravaglini
francescotravaglini

Conchiglie o Abissine?
Spaghetti alla Chitarra o spaghetto quadrato?

Questo è il problema?
A quanto pare, è proprio così.

In questi giorni lo scivolone comunicativo del pastificio La Molisana sul nome dei suoi nuovi formati di pasta, ha avuto un’eco devastante sulla stampa e tantissimi sono stati gli annunci da parte dei consumatori di voler boicottare il noto marchio nonostante i responsabili dell’azienda si siano affrettati a cercare di mettere una pezza eliminando tutto (formati e narrazioni)
Il fatto che ha indignato molti è stato l’uso di nomi di formati di pasta e descrizioni della stessa che rimandano al periodo fascista o coloniale come scrivono loro.
Una pasta dal sapore littorio” è l’infelice ed evocativa descrizione che fanno dei loro nuovi formati.
Ma quanto è importante decidere un nuovo formato di pasta o piuttosto un nuovo nome?


Per La Molisana è stato sicuramente elemento di svolta e di vita commerciale. La famiglia Ferro ha rilevato il pastificio La Molisana pochi anni fa quando toccò il fondo da ogni punto di vista arrivando sull’orlo del fallimento.
La nuova proprietà ha prepotentemente invertito la rotta lavorando moltissimo sulla comunicazione e proprio dall’invenzione/rivisitazione di un nuovo formato, è letteralmente rinata.
Chi non ha mai provato l’ormai famoso spaghetto quadrato de La Molisana?
La produzione di questo formato le ha dato la possibilità di risalire velocemente la china posizionandosi oggi al quinto posto tra i marchi di pasta italiani.
Non si può quindi non pensare che questo taglio comunicativo sia stato studiato molto bene e sia stata fatta la scelta di evocare quel periodo storico: non può essere una distrazione o un’iniziativa estemporanea e incontrollata di un social media manager.
Peccato.

Ci possiamo liberare forse delle forme più crasse e potenti e a tratti ridicole persino di fascismi, colonialismi, razzismi e sessismi (anche in altri casi e contesti), ma non dell’imperialismo delle menti realizzato in modo perfetto e solo apparentemente indolore dalle leggi dell’advertising e del mercato, scrive l’antropologa Letizia Bindi.
I temi potrebbero e dovrebbero essere altri.
Ci scrisse Carla Latini, straordinaria produttrice di pasta ad Osimo nelle Marche, qui in un precedente post sul tema pasta, “c’è confusione, troppa, il mio consiglio è quello di valutare con la propria coscienza

Quindi l’imperialismo delle menti si può combattere solo con coscienza e conoscenza del cibo e dei suoi territori, della terra e dei suoi custodi.
Un lavoro duro, durissimo, a tratti sfiancante ma rappresenta un dovere morale e sociale di chi produce e di chi consuma.

In foto gli Spaghetti alla Chitarra di Carla Latini



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